impianti geotermici e di cogenerazione
geometria

Cos’è la geotermia  a bassa entalpia?

Il termine “geotermia” deriva dalle parole greche “geo” (terra) e “thermos” (caldo), ed è la forma di energia dovuta al calore endogeno della terra.

Gli impianti geotermici ad alta entalpia sfruttano le sorgenti termiche situate in profondità, per la produzione di energia elettrica.

Gli impianti geotermici a bassa entalpia  captano invece il calore terrestre più superficiale dovuto anche all’irraggiamento solare e attraverso una pompa di calore lo trasformano in una fonte  di  riscaldamento, raffrescamento e produzione di  acqua calda sanitaria. Più semplicemente, sfruttano il sottosuolo come un serbatoio termico dal quale prelevare calore in inverno e al quale cederne in estate.

Si tratta quindi di una risorsa rinnovabile, perché è continuamente rigenerata dal  calore irradiato dal sole verso la superficie terrestre e da quello rilasciato dal  nucleo della terra verso l’esterno.

E’ costante, perché la temperatura dello strato superficiale della terra (per i primi 100 metri di profondità) ha la caratteristica di essere stabile nel corso dell’anno  e molto simile in ogni punto geografico.

E’ gratuita ed accessibile grazie a tecnologie consolidate.

 

 

Come funziona un impianto geotermico a bassa entalpia?

Geotermia Geonovis

Un impianto geotermico si compone principalmente di:

  • Un sistema di captazione del calore (sonde geotermiche/pozzo emungimento)
  • Una pompa di calore
  • Un sistema di accumulo per acqua tecnica e uno per acqua sanitaria

Il tutto è collegato all’impianto di distribuzione (termosifoni, pareti radianti, ventilconvettori, ecc.).

Dal sottosuolo, tramite  sonde geotermiche o pozzi di emungimento,  viene prelevata una quantità di energia termica.

La stessa permetterà di attivare il ciclo della pompa di calore che attraverso la compressione del gas presente nel suo circuito frigorifero, produrrà acqua calda alla temperatura richiesta dal tipo di sistema di distribuzione dell’edificio e a quella per usi sanitari.

Le pompe di calore più performanti (migliori COP= coefficiente di prestazione) producono la stessa energia termica con un fabbisogno inferiore di energia elettrica.

Data la qualità della pompa di calore, gli elementi che determinano l’efficienza di un impianto geotermico sono sostanzialmente due:

  • il tipo di sorgente termica e quindi la sua temperatura
  • il tipo di sistema di distribuzione e la conseguente temperatura richiesta per il suo funzionamento

I sistemi radianti a bassa temperatura (a pavimento, a parete o soffitto) sono i più indicati perché il delta termico da produrre con la PDC è inferiore, quindi migliori saranno  COP.

Tuttavia vengono comunemente realizzati, con buoni risultati, impianti geotermici abbinati a sistemi di distribuzione tradizionali (termosifone e termoconvettori), con temperatura di mandata fino a 60°, ottenendo efficienze e risparmi inferiori ma sempre interessanti rispetto ai tradizionali sistemi di generazione.

Con la distribuzione di tipo radiante inoltre è possibile avere, oltre al riscaldamento invernale, anche  il raffrescamento estivo, attivo (free cooling) e passivo, con la distribuzione a ventilconvettore, è possibile solo il raffrescamento attivo. La distribuzione a termosifone consente unicamente il riscaldamento invernale.

In tutti i casi la pompa di calore, oltre a generare acqua calda e fredda alle temperature richieste dalla climatizzazione dell’edificio, produce durante tutto l’anno anche acqua calda sanitaria: potendo provvedere a questa esigenza puntualmente e  al bisogno, indipendentemente  dal clima, non sono necessari grandi accumuli, costosi ed ingombranti, come avviene ad esempio con i collettori solari termici.

Il D. LGS n. 28 del 3 marzo 2011 stabilisce che gli impianti di produzione di energia termica per edifici nuovi o sottoposti a ristrutturazioni rilevanti, dovranno garantire l’utilizzo di fonti rinnovabili per la generazione combinata di :

dal Maggio 2012               50% dei fabbisogni di ACS

dal 1 Gennaio 2014           35%  del fabbisogno energetico per riscaldamento e raffrescamento – VALIDA ANCHE PER L’ANNO 2017

dal 1 Gennaio 2017 *        50%  del fabbisogno energetico per riscaldamento e raffrescamento – NON ATTIVA

  • POSTICIPATA DAL DECRETO MILLEPROROGHE

 Lo stesso decreto include l’energia geotermica tra le fonti rinnovabili, pertanto la realizzazione di un impianto geotermico permette di soddisfare queste prescrizioni di  legge in edilizia.

 

 

Quali sono le metodologie di captazione del calore ?

Il Decreto legislativo n. 28 3 Marzo 2011 definisce le seguenti varianti:

GEOTERMIA : Sistemi a sonde verticali (SGV) e Sistemi a sonde orizzontali (SGO)

IDROTERMIA : Sistemi ad acqua di falda

AEROTERMIA : Sistemi aria-acqua

 

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